C'è solo da ridere con Pucci

Al Sistina la satira irriverente di Pucci

INTERVISTA. Il comico milanese racconta il suo spettacolo, il rapporto con Roma e il calcio

Il 27 ottobre, la comicità di Andrea Baccan, in arte Pucci, arriva al Teatro Sistina con il nuovo spettacolo “C’è solo da ridere”. Pucci, che ha esordito nel celebre “Derby” di Teo Teocoli e Mario Lavezzi, negli ultimi anni è stato ospite di “Quelli che il calcio” nel cast di Colorado.

Ci parla un po’ dello spettacolo? Cosa deve aspettarsi il pubblico del Sistina?

“C’è solo da ridere” è uno spettacolo popolare, per tutte le età, che fa rivivere la quotidianità di una vita intera: da quando si è piccoli fino al periodo in cui si è sposati.

Quanto è difficile far ridere al giorno d’oggi?

Far ridere al giorno d’oggi è facile perché tutte le cose che dovrebbero essere serie sono invece l’opposto.

Si riferisce alla politica?

No, guardi, io non parlo di politica, la mia politica non esiste più. Preferisco fare una satira di costume per rimanere vicino alla gente.

Da milanese doc, verrebbe mai a vivere a Roma?
No, perché un milanese doc è attaccato alle sue tradizioni: al baretto, al risotto, alla cotoletta e anche allo smog. Nel 1993 vivevo in America e non vedevo l’ora di tornare nella mia Milano. Amo comunque moltissimo i romani, la loro cultura e il loro cibo.

Ci sono dei luoghi di Roma che ama particolarmente?
Il centro storico è meraviglioso. Passeggiare da Piazza Navona fin dove ti portano le gambe è un vero spettacolo per gli occhi. Ogni strada ha un suo perché.

È  risaputo che l'Inter è la sua squadra del cuore. Come vede i nerazzurri quest’anno?
Troppi alti e bassi. Una domenica sembra che possiamo lottare per lo scudetto, quella successiva per la salvezza. Se penso che fino a quattro anni fa vincevamo tutto… Un lato positivo però c’è: quando vedi una partita dell’Inter, non sai mai quello che può succedere.

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