Passione per l'olio

OLIO: IMPARARE AD ASSAGGIARLO

Degustare e difendersi dalle frodi oleare con Marco Oreggia

L'intervista a Marco Oreggia, somelier dell'olio extravergine d'oliva, insegna a capire come degustare il cosidetto "oro verde", spiega la crisi di settore e come difenderci dalle tante frodi del mercato oleario.


CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
Il settore oleario è uno dei più frodati. Come può difendersi il consumatore?Ecco i consigli di Oreggia:


« Non esiste olio extravergine di oliva al di sotto dei 6 euro a litro. Molto spesso, si decide di risparmiare puntando su prodotti a 2, 3 o 4 euro a litro. Se si potesse fare un’analisi nutrizionale e organolettica su questi, si scoprirebbe che sono poveri di cariche fenoliche, antiossidanti e valori nutrizionali. Cercate marchi di certificazione DOP o IGP, ce ne sono tanti in Italia che sono testati e dunque certificati da un panel di assaggiatori esperti. Accorciate la filiera, andando ad acquistare l’olio direttamente al frantoio, meglio se filtrato. Se si va invece ad acquistare al supermercato, è preferibile comprare un prodotto contenuto in una bottiglia scura e da mezzo litro piuttosto che da litro. Ciò significa avere a che fare con un prodotto un po’ più certificato».



Il settore oleario non sta attraversando un buon momento. Qual è la ricetta per risollevarlo?

L’Italia è il secondo produttore mondiale, ma da almeno 15 anni sta subendo attacchi dovuti a delle mancanze normative. Abbiamo un iper frazionamento del mercato, con circa 2000 potenziali produttori. La forte concorrenza interna, cui si aggiunge quella estera da cui arrivano prodotti di media-bassa qualità, crea difformità nel prezzo, che risulta piuttosto basso rispetto al potenziale reddito e questo ribasso nei prezzi non è controllato dal legislatore. Va ricordato inoltre che questo è uno dei settori più frodati al mondo e c’è molta confusione, soprattutto al di fuori dell’UE, su cosa sia un olio extravergine di oliva.

 

Come va la produzione quest’anno?

È un’annata storica in senso negativo. Abbiamo una flessione che varia da regione a regione dal 30% al 70% e sono state basse anche le rese. Ci sono stati dei forti attacchi di mosca olearia che hanno inficiato in molte zone anche la qualità del prodotto.

 

Per l’olio del Lazio, che previsione fa?

È ancora un dato abbastanza parziale, ma anche qui si parla di un calo del 30-40% nella produzione con picchi più alti nelle zone a Nord. È stata un’annata sfortunata soprattutto dal punto di vista biologico. A causa di un caldo abbastanza umido, la mosca olearia si è spinta fino ad altitudini (300-400 metri) dove di solito non è presente


Come si diventa assaggiatori di olio?

Ci sono diverse associazioni in tutta Italia, Roma compresa, che organizzano corsi per rilasciare un patentino. Poi, ci si “allena” in sedute di assaggio per potersi iscrivere agli albi regionali o nazionali e questo riconoscimento ha un valore internazionale.


In un’intervista ha affermato che è affascinato dalla metodologia di assaggio dell’olio. Può spiegarci di cosa si tratta?

In pochi sanno che la metodologia di assaggio dell’olio è molto più precisa, dal lato tecnico, rispetto a quella del vino. E l’analisi olfatto-gustativa è più importante di quella chimica. Si dà quindi all’uomo una capacità di valutazione molto importante. L’assaggiatore è chiamato a esprimere un giudizio di qualità sia del prodotto che merceologica.








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