L'ALESSANDRA CHE NON TI ASPETTI

INTERVISTA AD ALESSANDRA MASTRONARDI

La brillante e simpatica attrice si racconta a IN.


È nelle sale da oggi con il film "Ogni maledetto Natale"; presto sarà Giulietta nel Romeo e Giulietta di Mediaset; l’abbiamo ammirata ne I Cesaroni e nella serie tv Romanzo Criminale. Anche al cinema è stata ed è tutt’ora molto richiesta, in Italia e all’estero, dove ha preso parte al biopic di Anton Corbjin su James Dean, insieme a Robert Pattinson e Dane Dehaan. Alessandra Mastronardi è uno dei volti più noti del piccolo e grande schermo italiano, oltre ad essere uno dei più belli, semplicemente, perché le basta un sorriso.

 

Come ti sei trovata in Ogni maledetto Natale con la banda di Boris?
Bene, devo dire che per me è stata un’esperienza completamente diversa. Con la maggior parte degli attori avevo già lavorato, a teatro, al cinema o in tv. Io e Alessandro (Cattelan) eravamo i nuovi arrivati.

È stato complicato all’inizio, mettere insieme tre teste (Vendruscolo, Torre e Ciarrapico, registi e sceneggiatori del film), capire cosa volevano è diventato quasi un gioco. Alla fine delle riprese avevamo capito che bisognava fare una sintesi o una media delle cose che ci dicevano per interpretare il personaggio.

 

È stato un po’ come lavorare con i Coen!

Sì, però loro almeno sono due!

 

Come avete vissuto voi attori questa lettura del Natale così diversa dall’iconografia classica, soprattutto al cinema?
È vero, è un po’ come quel film americano Babbo Bastardo. Da Vendruscolo, Torre e Ciarrapico non ci si aspetta certo la famiglia del Mulino Bianco, il loro è un Natale molto cinico e dissacrante. Per alcuni versi ci si avvicina al vero Natale che vivono le famiglie, sempre meno una festa religiosa, sempre di più commerciale, anche se noi certamente abbiamo esasperato i toni. Vendruscolo, Torre e Ciarrapico hanno questo modo di raccontare così esasperato che ti fa affezionare ai personaggi, anche se sono assurdi, animaleschi e cinici eppure sono così presi in giro che alla fine ti ci affezioni e non li giudichi.

 

Parlando di calcio, per quale squadra fai il tifo?

Io tifo per il Napoli. In realtà, quando ero più piccola, sono stata fidanzata con un interista convinto, così, alla fine, sapevo tutto dell’Inter ed ero costretta a vedere le partite. Poi ci siamo lasciati e finalmente mi sono sentita libera di tifare per la squadra della mia città. Abitando a Roma, però, quando ti chiedono per quale squadra fai il tifo e non rispondi “Roma” la gente ci resta anche un po’ male. Dai, sono una simpatizzante, ok?

 

Mi racconti la tua prima volta allo stadio?

È stata Napoli-Sambenedettese, con mio cugino. Mi ricordo il San Paolo, ero in curva e non riuscivamo a vedere niente. Chiedevo in continuazione a mio cugino ma ho capito che anche lui non riusciva a capire molto. Alla fine era giusto un pretesto per cantare e divertirsi. Lo ricordo come un’esperienza divertentissima, di aggregazione e meno male che abbiamo vinto altrimenti mio cugino non mi avrebbe più portata. Io provengo da una famiglia tifosissima, la squadra a Napoli è molto sentita, anche tra le persone che seguono meno il calcio, comunque la partita la guardano. È un rito quasi religioso. Sono felice che De Laurentiis abbia preso in mano la squadra e l’abbia portata dove le compete, tra le migliori d’Italia. Trovo  Benitez molto simpatico, invece Garcia è un po’ un figo, fa il precisino con la giacchetta.

 

Oggi che sei una star internazionale, quando torni a Roma, dove vivi, qual è la prima cosa che fai?

Mangio. Mangio la pasta, sono un’amante della pastasciutta. Quando viaggio, quando sono in carenza da carboidrato, vado a fare la spesa. Cerco in tutti i modi di fare la Gricia. Quando rientro a Roma, la prima cosa che faccio è andare al ristorante. Non ho un posto preferito, con i miei amici andiamo ovunque, spesso siamo da Gusto a piazza Augusto Imperatore oppure ai Maccheroni, ovunque si mangi la pasta quella bella romana, una bella Cacio e pepe.

 

Non ti immaginavo affezionata ai primi.

Me lo dicono spesso, mi guardano stupiti ed esclamano “Ma mangi come un muratore!”.

 

 

ALESSANDRA MASTRONARDI

IN CONTROPIEDE


Quale canzone vorresti fosse suonata al tuo funerale?

Al funerale? Oddio e chi ci ha mai pensato! Sicuramente una musica cazzeggiona, una di quelle stupide.

 

Cosa hai in tasca in questo momento?

Fazzolettini di carta… sporchi!

 

Il dvd/blu ray più imbarazzante nella tua collezione?

Io ho solo film belli nella mia collezione, anche quelli trash.

 

Allora dimmi il film trash di cui sei più orgogliosa di aver comprato?

Quello della clinica dimagrante… con Verdone e Pozzetto… è fantastico. Sette chili in sette giorni.

 

I clown sono divertenti o spaventosi?

Sono spaventosi.

 

Tra le serie che hai interpretato cosa scegli tra Romanzo Criminale o I Cesaroni?

I Cesaroni.

 

Da uno a dieci quanto sono pelose le tue gambe?

Ho appena fatto la ceretta, direi zero. Poi se ci stanno e che cavolo!

 

Preferiresti farti tagliare un braccio o una gamba?

Forse il braccio se proprio sono costretta.

 

Qual è la tua parola preferita?

A me piace la parola Buffo. Ne parlavamo recentemente con Vinicio Marchioni perché “Buffo!” è proprio una parola buffa, ti fa fare dei movimenti con le labbra e con la lingua… è buffa, è stupida.

 

Cosa volevi diventare da grande a 5 anni?

Avrei tanto voluto essere un pompiere.

 

Da uno a dieci quanto sei famosa?

Credo 5 e mezzo.

 

Quale film hai visto più degli altri?

Probabilmente Totò, Peppino e la malafemmina.

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